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Roma - 13 febbraio 2017 - Venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che contiene "Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché misure per il contrasto dell’immigrazione illegale".

Tra le altre cose, prevede un potenziamento delle commissioni territoriali per l'asilo e dei tribunali che si occupano più spesso di immigrazione e protezione internazionale, ma anche l'eliminazione di un grado di giudizio nei ricorsi contro il respingimento delle domande d'asilo. Per i profughi viene introdotta la possibilità di fare volontariato. Saranno istituiti anche nuovi hotspot e una rete di Centri Permanenti per il Rimpatrio su tutto il territorio nazionale. 

Il testo entrerà in vigore appena verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Intanto camminerà  in Parlamento perchè venga convertito in legge, anche con eventuali modifiche, entro 60 giorni. Qui potete leggere le novità principali anticipate dal ministri dell'Interno e della Giustizia Marco Minniti e Andrea Orlando. Quello che segue è invece il comunicato diffuso dal governo al termine del Consiglio dei Ministri: 

"Il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell’interno Marco Minniti e della giustizia Andrea Orlando, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per l’accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale, per l’introduzione di misure volte ad accelerare le operazioni di identificazione dei cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea e per il contrasto dell’immigrazione illegale.

 

 

 

Nello specifico, con il decreto:

 

-sono istituite, presso i tribunali di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia, 14 sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Tali sezioni avranno competenza relativamente a: mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia. In tali controversie il tribunale giudica in composizione monocratica;

-si introducono misure per la semplificazione e l’efficienza delle procedure innanzi alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e di integrazione dei richiedenti, nonché per la semplificazione e l’efficienza dei procedimenti giudiziari di riconoscimento dello status di persona internazionalmente protetta e degli altri procedimenti giudiziari connessi ai fenomeni dell’immigrazione. A tale ultimo riguardo, si delinea un nuovo modello processuale basato sul rito camerale che delimita i casi nei quali si prevede l’udienza orale e riduce da sei a quattro mesi il termine entro il quale è definito il procedimento con un decreto non reclamabile ma ricorribile esclusivamente in Cassazione;

-si prevede che i prefetti, d’intesa con i Comuni, promuovano ogni iniziativa utile a favorire l’impiego dei richiedenti protezione internazionalesu base volontaria e gratuita, nello svolgimento di attività con finalità di carattere sociale in favore delle collettività locali, al fine di favorirne l’integrazione nel tessuto sociale della località in cui sono ospitati. I Comuni potranno predisporre a questo scopo progetti da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo;

-si introducono misure per accelerazione delle procedure di identificazione e per la definizione della posizione giuridica dei cittadini di Paesi terzi non appartenenti all’Unione europea, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di migranti. A tal fine, saranno individuati i centri, tra quelli destinati alla prima accoglienza, ove allocare i flussi di migranti per le esigenze di soccorso e prima accoglienza, nei quali viene effettuato un primo screening sanitario e sono avviate le procedure di identificazione, assicurando l’informazione sulla procedura internazionale, sul programma di ricollocazione all’interno di altri Stati membri dell’Unione europea, nonché sulla possibilità del ricorso al rimpatrio volontario assistito. Nei medesimi centri sono effettuate le operazioni di fotosegnalamento, rilevamento delle impronte digitali e registrazione obbligatorie per gli Stati membri dell’Unione europea;

-si introducono disposizioni finalizzate a garantire l’effettività dei provvedimenti di espulsione e il potenziamento della rete dei centri di identificazione ed espulsione, ridenominati centri di permanenza per il rimpatrio, in modo da garantirne una distribuzione omogenea sul territorio nazionale. La dislocazione delle nuove strutture avverrà, sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, privilegiando siti e aree che risultino più facilmente raggiungibili e nei quali siano presenti strutture pubbliche che possano essere riconvertite allo scopo".

Roma - 31 gennaio 2017 - Il 13 ottobre 2015, ormai più di un anno fa, la Camera licenziò in prima lettura la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza n.91/92. Quel giorno le organizzazioni della campagna L'Italia sono anch'io, che tra il settembre 2011 e il marzo 2012 avevano raccolto più di 200mila firme su due proposte di legge di iniziativa popolare sulla riforma della cittadinanza e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo dei cittadini stranieri, sperarono in una rapida approvazione definitiva della riforma da parte del Senato.

Invece non solo la legge non è stata approvata, ma si leggono notizie preoccupanti sul suo destino. Nonostante l’impegno del Presidente Grasso ad accelerarne l’iter, ricordano i promotori della campagna, le promesse fatte in un incontro con i promotori della campagna e con esponenti del movimento #ItalianiSenzaCittadinanza  dalla relatrice Lo Moro (PD) e dall’allora Presidente della Commissione Finocchiaro (PD), oggi ministro per i rapporti col Parlamento, di calendarizzare e approvare la legge subito dopo il referendum del 4 dicembre, sono state disattese.  

 

 

Per l'Italia sono anch'io, il ddl licenziato dalla Camera presenta molte criticità e carenze. Tuttavia la sua rapida approvazione consentirebbe a circa un milione di giovani di origine straniera, italiani di fatto, di diventare cittadini italiani anche di diritto. Favorirebbe i processi d’inclusione delle loro famiglie ed eviterebbe di approfondire la distanza già grande tra le istituzioni italiane e le persone di origine straniera. 

I promotori della campagna hanno chiesto un nuovo incontro al ministro Finocchiaro, per ricordarle quanto si era impegnata a fare. Richiesta d’incontro è stata inviata anche ai capigruppo del Senato. Intanto, la campagna ha deciso di indire una mobilitazione permanente fino a che non verranno stabiliti tempi certi per l’approvazione della legge. Inizierà con una campagna sui social network che continuerà fino a fine febbraio, quando scenderà in piazza, insieme al movimento #ItalianiSenzaCittadinanza, per ribadire l’urgenza dell’approvazione di questa importante riforma. 

La Campagna L’Italia sono anch’io è promossa da Acli, Arci, Asgi, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca, Comitato 1° Marzo, Comune di Reggio Emilia, Comunità di Sant'Egidio, Coordinamento Enti Locali Per La Pace, Emmaus Italia, Fcei, Legambiente, Libera, Lunaria, Migrantes, Il Razzismo è Una Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni , Tavola Della Pace, Terra del Fuoco, Ugl, Uil, Uisp

 

Informati sulle nostre polizze sanitarie per visto e fideiussione bancarie. Polizze sanitarie per residenza comunitari

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POLIZZE E FIDEIUSSIONI PER VISTO

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Disponiamo delle migliori polezze per visto, ci occupiamo della preparazione della pratica di richiesta visto, ed assistenza fino alla risposta dell'ambasciata estera che rilascia il visto. 

I documenti di viaggio diventano elettronici, costeranno di più

I documenti di viaggio diventano elettronici, costeranno di più

Roma – 23 settembre 2015 – Novità in arrivo per i documenti di viaggio. E se non sapete cosa sono, vuol dire che fortunatamente non ne avete bisogno.

Per i rifugiati e per gli apolidi, ma a volte anche per i cittadini stranieri che vivono in Italia, è impossibile farsi rilasciare un passaporto dalle autorità dei Paesi d’origine. In questi casi, la legge italiana prevede che venga loro rilasciato comunque un documento per circolare anche al di fuori dell’Italia.

Finora erano dei libretti grigi o verdi, ma le normative europee hanno obbligato all’Italia di rendere questo documento più sicuro, difficilmente falsificabile. È così che sta per debuttare il “nuovo documento di viaggio elettronico per apolidi, rifugiati e stranieri”, che tra le altre cose memorizzerà in un chip fotografie e impronte digitali dei titolari.

Il salto di qualità non peserà sulle casse dello Stato, ma nelle tasche di chi chiederà i nuovi documenti. E ieri, in Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze che fissa il prezzo.

In particolare, rifugiati, apolidi e stranieri pagare 34,20 euro (più Iva) per coprire i costi di produzione, fornitura, personalizzazione e diffusione dei nuovi documenti di viaggi, ai quali andranno aggiunti altri 0,50 euro (senza iva) per Poste Italiane. Per il pagamento si utilizzerà un bollettino postale intestato al Ministero.

Formazione professionale, test d’italiano e corsi obbligatori per gli studenti stranieri

Formazione professionale, test d’italiano e corsi obbligatori per gli studenti stranieri

Milano – 23 settembre 2015 - Meccanico, cuoco, estetista, cameriere… Sono tanti gli sbocchi dei corsi di Istruzione e Formazione Professionale, ma per arrivarci, in Lombardia, gli studenti stranieri dovranno superare un ostacolo in più: un test di italiano.

A volerne l’introduzione è stata la Lega Nord durante la discussione della legge “Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia”. Il testo è stato approvata ieri dal Consiglio Regionale, dove il partito di Salvini è il più rappresentato.

Un emendamento del leghista Massimiliano Romeo, riformulato dall’assessore all’ istruzione Valentina Aprea, prevede che “le istituzioni formative verifichino mediante test la conoscenza della lingua italiana da parte di cittadini stranieri che accedono per la prima volta al sistema educativo e formativo lombardo”.

“Nel caso di verifica di un insufficiente livello di conoscenza della lingua, le istituzioni formative assicurano interventi per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, secondo modalità definite dalla Giunta, al fine di consentire un regolare svolgimento dell’attività didattica”. In pratica i ragazzi stranieri, per continuare la formazione professionale, dovranno frequentare dei corsi di italiano.

“L'immigrato che non conosce l'italiano non può seguire i corsi correttamente, ma soprattutto arreca un grosso danno, rallentando o addirittura bloccando l'apprendimento degli studenti, italiani e non, che invece conoscono la lingua" ha spiegato il capogruppo leghista Fabio Rolfi. “Chi dimostrera' di non saper la lingua sarà obbligato a impararla. La vera e unica integrazione è quella muscolare, e passa dall'imporre a chi vuole rimanere sul nostro territorio regole precise a cui attenersi”.

NEWS CITTADINANZA

NEWS CITTADINANZA

CITTADINANZA.
Roma – 21 settembre 2015 - “Cittadinanza subito ai bambini nati in Italia!”, “No, prima devono finire le scuole…”, “E agli adulti non pensiamo?”

Per capire quanto siano ancora incerti il cammino e il traguardo della riforma della cittadinanza, basta dare un’occhiata ai duecentoquaranta emendamenti presentati in Commissione Affari Costituzionali da tutti i gruppi politici, escluso il Movimento 5 Stelle. Vogliono modificare il testo di proposta unificata presentato dalla relatrice Marilena Fabbri (Pd).

Quel testo è dedicato ai figli degli immigrati, che sarebbero subito italiani se nascono qui e mamma o papà sono regolarmente residenti da almeno cinque anni, altrimenti dovrebbero prima frequentare cinque anni di scuola. Qui i dettagli. Difficile, però, che si trasformi in legge così com’è.

Quasi la metà degli emendamenti, e non è una sorpresa, sono stati presentati dalla Lega Nord. Vorrebbero affossare la riforma o usarla per rendere le regole ancora più dure: per esempio, prevedendo che i figli degli immigrati diventino cittadini a 18 anni solo se hanno frequentato tutta la scuola dell’obbligo “con profitto”, oppure introducendo un esame per la naturalizzazione degli adulti.

Forza Italia non vuole invece sentire parlare di ius soli, nemmeno temperato. Un suo emendamento prevede però che sia per chi è nato qui, sia per chi ci è arrivato da piccolo, la strada per diventare italiano dovrebbe essere la scuola: da frequentare per almeno cinque anni e concludendo le elementari, le medie o le superiori. Da più parti spunta poi l’ipotesi di un corso per imparare lingua, storia e costituzione (come se la scuola non bastasse).

Dall’altro lato, cioè da sinistra, non mancano invece emendamenti che amplierebbero il bacino dei potenziali italiani. Il PD, per esempio, è pronto ad abbassare da cinque a tre, o addirittura a uno, gli anni di “anzianità” di residenza regolare dei genitori che darebbero subito la cittadinanza ai bimbi nati in Italia. E Sel pensa anche agli adulti: dovrebbero poter diventare italiani dopo cinque anni da regolari in Italia, la metà rispetto a oggi.

La Commissione esaminerà e voterà gli emendamenti a partire da domani. La riforma è attesa in Aula a fine settembre e chissà che stavolta i deputati non riescano a rispettare i tempi. Di sicuro, la carne al fuoco è molta e, dopo tanto fumo, cresce l’attesa.

NEWS CITTADINANZA

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Roma – 15 settembre 2015 - La proposta di riforma della cittadinanza per le seconde generazioni all’esame della commissione affari costituzionali della Camera è certo “un passo avanti”. Ma perché i figli degli immigrati possano davvero diventare italiani servono alcune modifiche.

Ad elencarle sono i promotori della campagna l’Italia sono anch’Io, che con duecentomila firme raccolte tra i cittadini italiani sotto una proposta di legge popolare ben più ampia (riguardava anche gli adulti) ha fatto da pungolo al Parlamento.

Innanzitutto, ha scritto Nazzarena Zorzella (Asgi) sull’ultimo numero di Arcireport, il requisito della “residenza legale, senza interruzioni” dei genitori (almeno 5 anni) andrebbe sostituito con quello del “soggiorno legale”. Considerando l’iscrizione all’anagrafe anziché il permesso di soggiorno, si rischia infatti che “inadempimenti o difficoltà degli adulti si ripercuotano sui minori incolpevoli”.

Si propone poi “un obbligo di informazione da parte dell’ufficiale di stato civile in alcuni specifici casi, per favorire la conoscenza e dunque l’effettivo esercizio del diritto”. Andrebbe poi eliminato il requisito della convivenza del figlio minore con il genitore che acquista la cittadinanza italiana, perché penalizza, ad esempio, i figli di genitori separati, per sostituirlo con il requisito della “non decadenza dalla potestà genitoriale”.

L’Italia sono anch’io propone anche l’introduzione di una norma sui minori disabili e sugli interdetti, inabilitati e beneficiari di amministrazione di sostegno, ai quai oggi viene negato il diritto di acquistare la cittadinanza perché non possono presentare al dichiarazione di volontà e prestare giuramento. Una “discriminazione gravissima”, scrive Zorzella.

È inoltre fondamentale salvare, con una norma transitoria, quanti “avevano alla nascita i requisiti previsti dalla nuova legge e che hanno compiuto il ventesimo anno di età prima dell’entrata in vigore della stessa”. Il testo attuale sembra averli dimenticati, rischiano di non diventare italiani solo perché non sono più dei ragazzini.

L’Italia sono anch’io torna infine a chiedere che si pensi anche agli adulti, rivedendo tempi e regole delle naturalizzazioni. “Il Parlamento si attivi per riformare l’intera legge sulla cittadinanza, rendendola più conforme alla nuova composizione sociale determinata dai cittadini stranieri stabilmente soggiornanti in Italia (più della metà dei quali hanno uno status di soggiornanti a tempo indeterminato). I tempi sono maturi”.

CITTADINANZA

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Alla Camera parte la battaglia degli emendamenti.
Roma – 7 settembre 2015 – La pausa estiva è finita e alla Camera dei Deputati si ricomincia a lavorare.

Domani i deputati torneranno in Aula e sta via via sta riprendendo anche l’attività delle commissioni. Immigrati e figli farebbero bene a tenere d’occhio soprattutto la commissione Affari Costituzionali, che è alle prese con la riforma della cittadinanza per le cosiddette “seconde generazioni”.

All’inizio di agosto, la Commissione ha adottato a maggioranza il testo unificato presentato dalla relatrice del Pd Marilena Fabbri. Vuole far diventare italiano chi è nato qui da genitori regolamente residenti da almeno 5 anni o i bambini e i ragazzi che frequentano almeno 5 anni di scuola.

La riforma ha buone chance di passare, il problema è: come? Le posizioni sono varie, anche tra i favorevoli. Per ora, ad esempio, il testo parla solo dei minori, ma da sinistra premono perché cambino le regole anche per gli adulti che vogliono prendere la cittadinanza per naturalizzazione.

Molto dipenderà quindi dalla discussione e dalle modifiche che verranno introdotte in Commissione. Il termine per presentare emendamenti al testo adottato un mese fa scade lunedì prossimo, 14 settembre. Poi ricomincerà il confronto che terrà col fiato sospeso milioni di “quasi italiani”.

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Avanti con la riforma. "Mercoledì alla Camera il testo unificato"
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La prossima settimana in commissione la sintesi tra le proposte di legge sulle nuove regole per divntare italiani. Per minori e adulti

Roma – 24 luglio 2015 – Ormai sembra davvero questione di giorni. Salvo nuovi slittamenti, la prossima settimana in commissione Affari Costituzionali alla Camera verrà finalmente presentato un testo unificato per la riforma della cittadinanza.

Frutto di una laboriosa “sintesi” delle ventiquattro proposte di legge in materia presentate a Montecitorio, sarà quella la base di partenza per riscrivere le regole per diventare italiani. I deputati in commissione proporranno e voteranno modifiche, ma alla fine dovranno tirarne fuori un testo da portare in Aula .Avanti con la riforma. "Mercoledì alla Camera il testo unificato"

 

Italiano per stranieri. Sì alla classe di concorso per insegnarlo nelle scuole

Italiano per stranieri. Sì alla classe di concorso per insegnarlo nelle scuole
Governo approva regolamento. Consentirà ai docenti di italiano L2 di essere assunti alle medie e alle superiori
 
Roma - 31 luglio 2015 - Gli insegnanti di italiano come seconda lingua non saranno più fantasmi. Per questi professionisti indispensabili in un Paese con oltre 800 mila figli di immigrati tra i banchi, è in arrivo una classe di concorso che permetterà di assumerli nelle scuole al pari degli insegnanti di italiano, matematica o educazione fisica. 
 
La novità è prevista in un regolamento approvato in via preliminare oggi dal Consiglio dei ministri, su proposta del presidente del Consiglio  Matteo Renzi e del Ministro dell’istruzione Stefania Giannini. Tra le altre cose, istituisce una classe di concorso per l’insegnamento della  “lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)” nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, cioè medie e superiori. 
 
In questo modo si potrà dare attuazione anche alla riforma della scuola. Questa inserisce infatti tra gli “obiettivi prioritari” che devono essere perseguiti dalle scuole anche  “alfabetizzazione e perfezionamento dell'italiano come lingua seconda”, da realizzare attraverso “corsi e laboratori per studenti di cittadinanza o di lingua non italiana”.
 
Da anni esistono corsi di certificazione (Ditals, Cedis, Dils…), lauree specialistiche e master per la didattica dell'Italiano L2. Mancando però una classe di concorso, i docenti così formati possono lavorare nel  privato, ma non avere cattedre nelle scuole pubbliche o nei centri territoriali permanenti dove studiano gli immigrati adulti. Al massimo possono entrarci da “esterni”, con progetti extracurriculari. 
 
“Per il ministero dell’Istruzione noi non esistiamo…” denuncia una petizione online degli insegnanti di Italiano L2, che ha raccolto in un anno e mezzooltre settemila firme. Chiedono “un riconoscimento ufficiale della professione di insegnante di italiano L2/LS da parte del Ministero della Pubblica Istruzione; una certificazione univoca che attesti tutte le nostre qualifiche ; una classe di concorso specifica in Italiano Lingua Seconda”. 
 
Il regolamento approvato oggi sembra andare in questa direzione. “L’istituzione della classe di concorso è un passo importante, ma ora bisogna capire di preciso cosa c’è scritto nel testo” dice a Stranieriinitalia.it Chiara Sbragia, una delle promotrici di quella petizione. E chiede:  “Ci sarà un percorso unico per diventare insegnanti di italiano L2? Gli insegnanti già formati fino a oggi potranno entrare automaticamente nella classe di concorso?”

In viaggio per l’estate? No se il permesso soggiorno e scaduto

In viaggio per l’estate? No se il permesso soggiorno e scaduto
Solo se il documento è ancora valido si può uscire e rientrare liberamente in Italia, ma anche viaggiare in Europa. Limitazioni se è in fase di rinnovo o se si attende il primo rilascio.
 
Roma – 10 luglio 2015 - Vi siete già organizzati per le ferie estive? Se pensate di approfittarne per uscire dall’Italia, controllate la situazione del vostropermesso di soggiorno. Può fare la differenza.
 
Massima libertà per chi ha un permesso di soggiorno ancora in corso di validità. Non solo può viaggiare senza limiti tra l’Italia e il suo Paese, ma può anche fare il turista, al massimo per tre mesi, in tutti gli altri Paesi dell’area di libera circolazione Schengen. L’importante è che porti con sé, oltre al passaporto, il permesso di soggiorno. 
 
Insieme all’Italia, rientrano in Schengen altri 25 Paesi europei: Belgio; Francia; Germania; Lussemburgo; Paesi Bassi; Portogallo; Spagna; Austria; Grecia; Danimarca; Finlandia; Svezia; Islanda; Norvegia; Slovenia; Estonia; Lettonia; Lituania; Polonia; Repubblica Ceca; Slovacchia; Ungheria; Malta; Svizzera; Liechtenstein.
 
Per visitare Paesi che non rientrano nell’area Schengen in permesso di soggiorno non è valido. Bisogna quindi informarsi caso per caso se c’è bisogno di un visto di ingresso, in base agli accordi tra il Paese scelto e il proprio Paese d’origine. 
 
Il discorso cambia per chi attende il rinnovo del permesso di soggiorno. Può infatti viaggiare tra il proprio Paese e l’Italia portando con sé passaporto, permesso scaduto e ricevuta della domanda di rinnovo (cedolino), ma il tragittonon deve prevedere passaggi o scali in altri paesi dell’area Schengen. In tutti gli altri casi, bisogna informarsi se serve un visto d’ingresso. 
 
Infine, c’è chi attende il primo rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro o ricongiungimento familiare. Potrà viaggiare tra l’Italia e il suo Paese portandosi dietro passaporto, visto d’ingresso e ricevuta della domanda di primo rilascio del permesso. Eventuali tappe o visite nell’Area Schengen sono però possibili solo se il visto è di tipo “Schengen Uniforme” e se è valido per tutta la durata del viaggio. 

Cittadinanza, avanti con la riforma. "Mercoledì il testo unificato"

Cittadinanza, avanti con la riforma. "Mercoledì il testo unificato"
La prossima settimana in commissione alla Camera la sintesi tra le proposte di legge sulle nuove regole per divntare italiani. Per minori e adulti 
 
Roma – 24 luglio 2015 – Ormai sembra davvero questione di giorni. Salvo nuovi slittamenti, la prossima settimana  in commissione Affari Costituzionali alla Camera  verrà finalmente presentato un testo unificato per la riforma della cittadinanza. 
 
Frutto di una laboriosa “sintesi” delle ventiquattro proposte di legge  in materia presentate a Montecitorio, sarà quella la base di partenza per riscrivere le regole per diventare italiani. I deputati in commissione proporranno e voteranno modifiche, ma alla fine dovranno tirarne fuori un testo da portare in Aula . 
 
Cosa ci sarà scritto dentro? Sicuramente ci saranno proposte per la cittadinanza ai minori, le cosiddette seconde generazioni, secondo il principio delloius soli temperato: italiano chi è nato qui o è arrivato da piccolo, ma solo se i genitori sono residenti regolarmente da un certo numero di anni e/o se frequenta un  ciclo di studi. 
 
Probabilmente, almeno in questo primo testo, ci saranno anche proposte pertagliare i tempi di naturalizzazione degli adulti: oggi dieci anni di residenza. Non tutti però sono pronti a scommettere che anche questa parte della riforma vada in porto, visto che finora un consenso trasversale è stato trovato solo per i minori. 
 
Il testo unificato era già atteso ieri, La relatrice Marilena Fabbri (Partito Democratico), anche a nome dell’altra relatrice Annagrazia Calabria (Forza Italia) , ha detto che avevano bisogno di qualche giorno in più “per effettuare approfondimenti istruttori”. “Saremo in grado di presentare un testo unificato – ha assicurato Fabbri ai colleghi -  nella seduta del 29 luglio”.
 
Appuntamento a mercoledì, quindi. Gli aspiranti italiani incrocino le dita. 
 

Colf, badanti e babysitter: se si ammalano perdono il posto di lavoro?

Colf, badanti e babysitter: se si ammalano perdono il posto di lavoro?

Lavoro come badante. Sto poco bene di salute e dovrei prendermi un paio di giorni di malattia ma ho paura che il mio datore di lavoro mi licenzi. Se mi ammalo, ho diritto a mantenere il posto di lavoro?

24 luglio 2015 – Il contratto collettivo nazionale del settore domestico regolacome procedere nel caso di malattia. Tale documento determina che la collaboratrice domestica ha il diritto alla conservazione del posto di lavoro durante un il periodo di malattia, ma il periodo varia in base all’anzianità di servizio.

 

Per maggior informazioni scrivici

 

Cittadinanza, alla Camera riparte la riforma. Nuove audizioni

Cittadinanza, alla Camera riparte la riforma. Nuove audizioni
Le nuove regole per diventare italiani tornano all’ordine del giorno in Commissione Affari Costituzionali. Oggi ascoltati il prefetto Morcone e il Garante per l’Infanzia
 
Roma – 15 luglio 2015 – Una buona notizia. La riforma della cittadinanza è uscita dai cassetti. I retroscena assicurano una spinta del governo per approvarla presto, i fatti dimostrano che finalmente, dopo mesi di silenzio, in Parlamento se ne ricomincia a parlare. 
 Questa settimana, la commissione Affari costituzionali della Camera ha di nuovo all’ordine del giorno le ventidue proposte di legge che vorrebbero cambiare le regole per diventare italiani. Non succedeva dallo scorso settembre, quando era finito un giro di audizioni di esperti e associazioni. 
 
Ieri la commissione ha approvato proprio una proroga di quelle audizioni, fino al 20 luglio. E oggi verranno ascoltati, tra gli altri, il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento immigrazione e libertà civili del ministero dell’interno e il garante per l’Infanzia Vincenzo Spadafora.
 
Finite le audizioni la commissione dovrebbe finalmente partorire un testo unificato di proposta di riforma da portare in Aula. Se ne parla dopo l’estate?Probabilmente sì, ma intanto, come si dice, chi si accontenta…

AGENZIA DI PRATICHE PER IMMIGRATI

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Ci occupiamo di tutte le pratiche relaticve all'immigrazione, con passione , serieta ed impegno, nella sezione " I NOSTRI SERVIZZI " potrrai scoprire in maniera dettagliata  i servizzi che offriamo.